martedì 17 febbraio 2009

Idee Quaresimali...impegno politico SCOUT


Il nostro è un paese che ha smarrito le motivazioni profonde; non sarà sufficiente risolvere singoli problemi, c’è la necessità di ricreare un humus fertile e di rinsaldare i vincoli di cooperazione e solidarietà positiva e produttiva.
Come in un giardino o in un campo agricolo: è saltato il substrato produttivo. Bisogna arare profondamente, nutrite la terra, livellare e seminare. Ci vorrà insieme la buona sorte del tempo meteorologico favorevole. Occorre un nuovo modo di fare intelligenza politica che risollevi ottimismo e speranza nel futuro.
Bisogna risvegliare e mettere al lavoro la genialità italiana contro la marginalizzazione internazionale.
Riusciamo a tradurre queste considerazioni in proposte politiche? Sì: portiamo la creatività progettuale che costruisce al governo nel paese e nelle città: La Città Creativa, la Polis.
Ci occorrono nuovi strumenti, le nostre menti si devono aprire ed evolvere, debbono comprendere più a fondo e più quantità, debbono distinguere la qualità, l’autentico dall’inautentico.
In questo mare turbinoso occorre un faro: imperioso, lucente, rettilineo. Come fare allora per procedere all’allargamento delle menti, alla crescita della consapevolezza profonda, alla compenetrazione di mente/corpo, all’apertura dell’anima, al risveglio pieno della creatività?
Questo è l’humus culturale sulla base del quale nascono idee progettuali concrete che trasformano la realtà; è così che l’innovazione si sposa con le esigenze profonde e reali delle persone, per svettare a conquistare porzioni di universo, a partire dall’interno dell’animo umano. Un esempio concreto.
La poesia? Il Nuovo Presidente degli Stati Uniti Obama con la poesia ha vinto, perché gli esseri umani hanno un bisogno fisiologico di sognare, fondamentale quanto il sonno. La mancanza del sonno uccide l’individuo, la mancanza dei sogni uccide i popoli, li condanna al suicidio della decadenza.
Il problema allora è la qualità dei sogni, la loro autenticità, essendo essi lo specchio dei desideri profondi che affondano le loro radici nei geni. Le neuro scienze hanno recentemente scoperto che le emozioni sviluppano alcol metanolici che viaggiando sulle sinaspi e sui neuroni, si fissano al dna. Si spiega dunque la tenacia delle pazzie, la trasmissione genetica della tare psichiche. Come potremo usare allora queste nuove consapevolezze contro i luoghi comuni? Freud diceva che le uniche cose che contano nella vita psichica individuale sono le emozioni.
Lo cantava anche il compianto Lucio Battisti !
L‘umanità lo sa. Oh si che lo sa!

wc

lavatrice

felicità



La Felicità
E crescendo impari che la felicità non e’ quella delle grandi cose. Non e’ quella che si insegue a vent’anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi… La felicità non e’ quella che affanosamente si insegue credendo che l’amore sia tutto o niente,… non e’ quella delle emozioni forti che fanno il “botto” e che esplodono fuori con tuoni spettacolari…, la felicità non e’ quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

Crescendo impari che la felicità e’ fatta di cose piccole ma preziose…. …e impari che il profumo del caffe’ al mattino e’ un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve. E impari che la felicità e’ fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l’amore e’ fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore, e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami. E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici. E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi. E impari che tenere in braccio un bimbo e’ una deliziosa felicità. E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami… E impari che c’e’ felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c’e’ qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese, nonostante il tuo volere o il tuo destino, in ogni gabbiano che vola c’e’ nel cuore un piccolo-grande Jonathan Livingston. E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. FABIO VOLO

mercoledì 11 febbraio 2009

...le risposte giuste


L'altro giorno in treno, stavo pensando alle risposte giuste. No, non avevo un test a crocette, ma pensavo alle risposte giuste da dare alle domende giuste.
Ci vogliono le domande giuste per avere giuste risposte.Soprattutto quando interroghi te stesso...

capi scout


La maggior parte di noi si porta dentro, da sempre, un viaggio, che non è una semplice visita, ma un sogno. E va crescendo a poco a poco, costruendosi una delicata architettura. E’ un’amabile malinconia, che sviluppiamo con un complicato processo: senza voli aerei, senza tempo, senza soldi. Dalle palpebre verso dentro.

Un viaggio di questo tipo si alimenta di letture, cartoline illustrate, carte geografiche, ortografie, persone che arrivano con delle notizie, avventure vissute da altri e di cui uno si sente partecipe, nell’oscurità di una sala cinematografica o a casa, soli davanti al televisore.

Un pezzetto dopo l’altro prende forma il paesaggio che si riproduce una realtà che non si può toccare.
Credo sia una sorta di pellegrinaggio che ha a che vedere con il luogo a cui, per motivi misteriosi, sentiamo di voler appartenere